Officina Didattica beta

Scienze · 3ª media · Lezione 5 di 5

Il gusto, l’olfatto e il tatto

Scoprire come gusto, olfatto e tatto raccolgono gli stimoli: calici gustativi e cinque sapori, cellule olfattive e bulbo olfattivo, la pelle e i suoi recettori, e perché il sapore è gusto più olfatto.

Apri la lezione interattiva

1

Teoria in pillole

Il gusto e il tatto seguono lo stesso percorso degli altri sensi, visto nella lezione precedente: lo stimolo raggiunge un recettore, che lo trasforma in un segnale elettrico; il segnale viaggia lungo un nervo fino all’encefalo, e il cervello lo interpreta. Il gusto e l’olfatto hanno chemiocettori, i recettori delle sostanze chimiche: rispondono alle molecole. La pelle ha tre tipi di recettori: meccanocettori, termocettori e nocicettori. L’olfatto è l’eccezione: il suo segnale arriva alla corteccia senza passare dal talamo.

Il gusto: la lingua

Il gusto si sente soprattutto sulla lingua, ma anche sul palato e in gola. La lingua è un muscolo mobile coperto di papille. Dentro molte papille ci sono i calici gustativi (o bottoni gustativi): gruppi di recettori disposti come gli spicchi di un’arancia, che si aprono sulla superficie con il poro gustativo. I recettori sono chemiocettori e reagiscono alle molecole del cibo sciolte nella saliva. I sapori primari sono cinque: dolce, salato, acido, amaro e umami (il sapore del dado e della salsa di soia). Ogni recettore riconosce uno solo dei cinque.

poro gustativocalice gustativorecettori del gustonervi del gustopapillalinguanon tutte le papille hanno calici: le più numerose, piccole e appuntite, non ne hanno; rendono ruvida la lingua e sentono il contatto. I calici gustativi sono circa 10 000 e le loro cellule si rinnovano ogni 10-14 giorni circa: per questo, dopo una scottatura, il gusto torna in una o due settimane. Tutte le zone della lingua con i calici sentono tutti e cinque i sapori: la «mappa della lingua», con il dolce sulla punta e l’amaro in fondo, è sbagliata. I segnali viaggiano soprattutto su due nervi del gusto (facciale e glossofaringeo). Il facciale porta il gusto della parte anteriore della lingua, il glossofaringeo quello della parte posteriore. Arrivano al tronco encefalico, poi al talamo e all’area del gusto (insula). Il disegno mostra una papilla tagliata a metà, con tre calici.
L’olfatto: il naso

L’organo dell’olfatto è il naso. Dalle narici l’aria entra nella cavità nasale. In alto, nel tetto della cavità, ci sono milioni di cellule olfattive, i recettori dell’olfatto (chemiocettori), di circa 400 tipi. Le molecole degli odori si sciolgono nel muco che riveste la cavità e si legano alle ciglia delle cellule olfattive, che mandano un segnale. Le fibre delle cellule attraversano i forellini della lamina ossea e formano il nervo olfattivo (I paio di nervi cranici). Il nervo arriva al bulbo olfattivo, sotto il lobo frontale.

Il cerchio nella testa segnala zona ingrandita: il tettodella cavità nasale.bulbo olfattivonervo olfattivolamina osseacellule olfattivemucociglia olfattivedal bulbo olfattivo il segnale va direttamente all’area olfattiva della corteccia, sulla faccia inferiore del cervello, senza passare dal talamo. Quest’area è vicina alle zone della memoria e delle emozioni: per questo un odore può riportarti in mente un ricordo. Ogni recettore si lega a più molecole e ogni molecola a più recettori: il cervello riconosce un odore dalla combinazione dei recettori che si attivano. Più la sostanza è concentrata, più forte è il segnale. Olfatto e gusto hanno entrambi chemiocettori, e il cervello li combina nel sapore dei cibi. Con il raffreddore il muco è più spesso: le molecole non arrivano ai recettori e senti meno gli odori e i sapori. Il disegno mostra una piccola parte del tetto della cavità nasale, ingrandita.
Il tatto: la pelle

Il tatto ci dice la forma, la morbidezza, la consistenza, il caldo e il freddo, il ruvido e il liscio. Il suo organo è la pelle, l’organo di senso più grande. Ha tre strati: l’epidermide, sottile e più esterna; il derma; l’ipoderma, il più profondo, fatto soprattutto di grasso. Nel derma, nella parte profonda dell’epidermide e nell’ipoderma ci sono i tre tipi di recettori della pelle: i meccanocettori (contatto leggero, pressione, vibrazioni), i termocettori (caldo e freddo) e i nocicettori (dolore). Le loro terminazioni nervose portano i segnali verso il sistema nervoso centrale.

tocco leggerocaldo e freddodolorepelopressioneterminazioni nervoseepidermidedermaipodermanel disegno i colori sono quelli dei recettori: verde per i meccanocettori (tocco leggero, pressione, radice del pelo), magenta per i termocettori, ocra per i nocicettori. I recettori non sono distribuiti in modo uniforme: sono fittissimi sui polpastrelli e sulle labbra, radi sulla schiena e sulle gambe. I segnali del corpo arrivano al midollo spinale, quelli del viso viaggiano sul nervo trigemino e arrivano al tronco encefalico; poi tutti vanno al talamo e all’area del tatto (giro postcentrale, nel lobo parietale). Ogni zona del corpo ha lì un suo punto: le zone con più recettori hanno più spazio, e disegnando il corpo con quelle proporzioni si ottiene l’homunculus sensitivo.

Il sapore di un cibo è gusto più olfatto: con il naso tappato resta solo il gusto, e molti cibi sanno di poco. Tutte le zone della lingua con i calici sentono tutti e cinque i sapori: la «mappa della lingua» è sbagliata.

Gusto e olfatto hanno entrambi chemiocettori, ma non fanno la stessa strada: il gusto passa dal talamo, l’olfatto no. E la pelle non è sensibile allo stesso modo in ogni punto del corpo.

2

La mappa

La lezione in un colpo d’occhio: parti dal centro e segui i rami.

Mappa mentale: Il gusto, l’olfatto e il tatto

Apri la mappa in grande

3

Simulazioni

4

Domande

  1. Asciughi bene la punta della lingua con un tovagliolo e ci appoggi un granello di zucchero: per qualche istante quasi non senti il dolce. Perché?

    • A Sulla punta della lingua non ci sono recettori del dolce
    • B I recettori del gusto reagiscono alle molecole sciolte nella saliva: senza saliva lo zucchero non li raggiunge
    • C Il tovagliolo ha tolto le papille dalla superficie della lingua
    • D Il dolce si sente solo se il naso è aperto
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: B. I recettori del gusto reagiscono alle molecole sciolte nella saliva: senza saliva lo zucchero non li raggiunge

    I recettori del gusto sono chemiocettori: reagiscono alle molecole del cibo sciolte nella saliva, che entrano nel poro gustativo dei calici. Appena torna la saliva, lo zucchero si scioglie e senti il dolce. Tutte le zone della lingua con i calici, punta compresa, sentono tutti e cinque i sapori; le papille non si staccano con un tovagliolo; e il naso aggiunge l’odore al sapore, ma il dolce lo sente la lingua.

  2. Un compagno dice: «Il gusto, come l’olfatto, arriva alla corteccia senza passare dal talamo». Che cosa gli rispondi?

    • A Ha ragione: gusto e olfatto hanno chemiocettori, e per questo saltano il talamo
    • B Ha ragione: il gusto va dalla lingua direttamente al cervelletto
    • C Non ha ragione: il gusto passa dal tronco encefalico e dal talamo prima di arrivare alla sua area; è l’olfatto a saltare il talamo
    • D Non ha ragione: nessun senso passa dal talamo
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: C. Non ha ragione: il gusto passa dal tronco encefalico e dal talamo prima di arrivare alla sua area; è l’olfatto a saltare il talamo

    I segnali del gusto viaggiano su due nervi cranici, il facciale e il glossofaringeo, arrivano al tronco encefalico, poi al talamo e infine all’area del gusto (insula). L’olfatto invece va dal bulbo olfattivo alla corteccia senza passare dal talamo. Avere entrambi chemiocettori non decide la strada del segnale; il cervelletto non riceve il gusto; e quasi tutti i sensi passano dal talamo.

  3. Hai il naso tappato per il raffreddore e mangi una mela: il sapore è debole e la distingui a fatica da una patata cruda. Perché?

    • A Il sapore è gusto più olfatto: col naso tappato le molecole degli odori non arrivano ai recettori e resta solo il gusto
    • B Con il raffreddore la lingua perde le papille e non sente più i sapori
    • C I calici gustativi funzionano solo se l’aria passa dal naso alla bocca
    • D Il nervo del gusto si blocca quando il naso è chiuso
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: A. Il sapore è gusto più olfatto: col naso tappato le molecole degli odori non arrivano ai recettori e resta solo il gusto

    Il sapore di un cibo nasce dall’unione di due sensi: il gusto della lingua e l’olfatto. Col naso tappato, o con il muco più spesso del raffreddore, le molecole degli odori non raggiungono i recettori del naso, e ne resta soltanto il gusto: la mela e la patata cruda sanno di poco e quasi uguale (un po’ dolci). La lingua e i suoi calici gustativi funzionano normalmente.

  4. Nel naso ci sono circa 400 tipi di recettori dell’olfatto, eppure riconosciamo molti più odori di 400. Come è possibile?

    • A Ogni odore ha un suo tipo di recettore, e i tipi aumentano con l’età
    • B A riconoscere gli odori è il muco, non le cellule olfattive
    • C Il talamo trasforma ogni odore in un sapore
    • D Ogni molecola si lega a più tipi di recettori: il cervello riconosce l’odore dalla combinazione dei recettori attivati
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: D. Ogni molecola si lega a più tipi di recettori: il cervello riconosce l’odore dalla combinazione dei recettori attivati

    Ogni recettore si lega a più molecole e ogni molecola a più recettori. Un odore attiva un gruppo di recettori diversi, e il cervello lo riconosce da quella combinazione: con 400 tipi le combinazioni sono moltissime. I tipi di recettori non aumentano con l’età; il muco scioglie le molecole ma non le riconosce; e l’olfatto non passa dal talamo.

  5. Senti il profumo di una torta appena sfornata e ti torna in mente, all’improvviso, la cucina della nonna. Perché un odore può risvegliare un ricordo?

    • A Perché le cellule olfattive conservano la memoria degli odori già sentiti
    • B Perché l’area olfattiva della corteccia è vicina alle zone della memoria e delle emozioni
    • C Perché il segnale dell’odore passa prima dall’area visiva, che ricorda le immagini
    • D Perché l’odore arriva al cervello attraverso la lingua, insieme al sapore
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: B. Perché l’area olfattiva della corteccia è vicina alle zone della memoria e delle emozioni

    Dal bulbo olfattivo il segnale va direttamente all’area olfattiva, sulla faccia inferiore del cervello, senza passare dal talamo. Quest’area è vicina alle zone della memoria e delle emozioni: per questo un odore può riportare un ricordo in un attimo. Le cellule olfattive non ricordano, trasformano le molecole in segnali; il segnale dell’odore non passa dall’area visiva; e il profumo arriva ai recettori del naso, non alla lingua.

  6. Un moscerino cammina sul tuo braccio e sfiora soltanto i peli, senza toccare la pelle, eppure te ne accorgi. Come?

    • A Attorno alla radice di ogni pelo ci sono meccanocettori: quando il pelo si piega, mandano un segnale
    • B I peli sono fatti di cellule nervose e portano il segnale al cervello
    • C Lo senti con i termocettori, perché il moscerino è caldo
    • D Te ne accorgi solo perché lo vedi con la coda dell’occhio
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: A. Attorno alla radice di ogni pelo ci sono meccanocettori: quando il pelo si piega, mandano un segnale

    Alla radice del pelo, nel derma, ci sono meccanocettori che la avvolgono: basta che il pelo si pieghi un poco perché mandino un segnale. Il pelo che sporge dalla pelle non ha nervi; un moscerino non scalda la pelle in modo che tu lo senta; e lo avverti anche a occhi chiusi.

  7. Tieni per un minuto una mano nell’acqua fredda e l’altra nell’acqua calda, poi le immergi tutte e due nella stessa acqua tiepida. Una mano la sente calda, l’altra fredda. Perché?

    • A Una delle due mani ha perso i termocettori
    • B L’acqua tiepida ha due temperature diverse nei due punti
    • C I termocettori segnalano soprattutto il cambio di temperatura: per una mano l’acqua è più calda di prima, per l’altra più fredda
    • D Il cervello riceve i segnali delle due mani in momenti diversi
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: C. I termocettori segnalano soprattutto il cambio di temperatura: per una mano l’acqua è più calda di prima, per l’altra più fredda

    I termocettori si abituano alla temperatura in cui si trovano e segnalano soprattutto quando cambia. La mano che era nel freddo sente l’acqua tiepida più calda di prima, quella che era nel caldo la sente più fredda: la stessa acqua dà due sensazioni opposte. I recettori non spariscono in un minuto, un’acqua mescolata ha la stessa temperatura dappertutto, e i segnali delle due mani arrivano insieme.

  8. Con un compasso a due punte appoggiato sulla pelle, una persona sente due punte sul polpastrello ma una sola sulla schiena, con la stessa apertura. Come si spiega?

    • A La pelle del polpastrello è più sottile e le punte la raggiungono meglio
    • B La schiena è più lontana dal cervello, quindi il segnale arriva più debole
    • C Sul polpastrello i recettori sono di un tipo che sente solo il dolore
    • D Sul polpastrello i recettori del tocco sono molto più fitti che sulla schiena
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: D. Sul polpastrello i recettori del tocco sono molto più fitti che sulla schiena

    Dove i recettori sono fitti, ogni punta stimola un recettore diverso e il cervello sente due punte. Dove sono radi, le due punte cadono nella zona sentita da uno stesso recettore e ne senti una sola. I recettori del tocco non sono distribuiti in modo uniforme: sono fittissimi sui polpastrelli e sulle labbra, radi sulla schiena. Per questo nell’area del tatto le dita hanno molto più spazio della schiena.

5

Palestra del capitolo

Gli esercizi sono nella palestra unica del capitolo: livelli a sblocco, correzione passo passo.

Apri la lezione interattiva