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Matematica · 1ª media · Capitolo

Numeri naturali e operazioni

Come si scrivono i numeri con cui si conta e che cosa ci si può fare: scrittura, operazioni, espressioni, problemi e leggi.

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Di che cosa parla il capitolo

I numeri naturali sono i primi numeri che si incontrano, quelli che dicono quanti oggetti ci sono e in che ordine stanno: formano l'insieme ℕ. Il capitolo li guarda da due lati: come si scrivono e che cosa ci si può fare.

4 305=4·1000+305

305=3·100+5

10−6=4

7+4·5−32:8=23

le due regole che reggono tutto il capitolo: il valore di una cifra dipende dal posto che occupa, e in un'espressione l'ordine delle operazioni non è libero

Alla fine del capitolo sai scrivere e confrontare qualunque numero naturale, scegliere l'operazione giusta e giustificare i passaggi che hai fatto per arrivarci.

Le lezioni del capitolo

  1. 1I numeri naturali e la scrittura posizionaleIl valore di una cifra dipende dal posto che occupa: classi, ordini e confronto sulla retta dei numeri.
  2. 2Approssimazione dei numeri naturaliSostituire un numero con uno meno preciso ma più maneggevole, guardando una cifra sola.
  3. 3Storia della scrittura dei numeriEgizi, babilonesi e romani: come si scrivevano i numeri prima della posizione e dello zero.
  4. 4Addizione e sottrazioneAddendi, somma, minuendo, sottraendo e differenza: due operazioni che si disfano a vicenda.
  5. 5Proprietà di addizione e sottrazioneCommutativa, associativa e invariantiva: i permessi che rendono legittimi i trucchi del calcolo mentale.
  6. 6Moltiplicazione e divisioneFattori, prodotto, dividendo, divisore e quoziente, con i due casi dello zero che non si somigliano.
  7. 7Proprietà di moltiplicazione e divisioneCommutativa, associativa, distributiva e invariantiva: perché certi conti si possono fare a mente.
  8. 8Tabelline e percorsiLa tavola pitagorica, i prodotti con gli zeri e la divisione letta come tabellina al contrario.
  9. 9EspressioniLe precedenze: parentesi, poi moltiplicazioni e divisioni, poi addizioni e sottrazioni.
  10. 10Espressioni più lungheParentesi dentro parentesi: si risolve dall'interno, tonde, quadre e graffe.
  11. 11ProblemiCapire prima di calcolare: il modello a barre, i passaggi in ordine e la risposta scritta alla fine.
  12. 12Rappresentare problemi con un disegnoTagli, pali, salite e scivolate: i problemi in cui la divisione secca dà la risposta sbagliata.
  13. 13Leggi matematicheUna lettera al posto di un numero: scrivere con una formula la regola che lega due colonne.
  14. 14Configurazioni regolariFigure che crescono con una regola: dalla tabella alla formula dell'ennesima configurazione.

La palestra del capitolo

Quiz di fine capitolo

  1. In quale ordine si esegue 12+8:4?

    • A Prima l'addizione, e fa 5
    • B Prima la divisione, e fa 14
    • C Da sinistra a destra, e fa 5
    • D Prima l'addizione, e fa 20
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    Risposta giusta: B. Prima la divisione, e fa 14

    La divisione ha la precedenza: 8:4=2 e poi 12+2=14. Eseguire da sinistra a destra darebbe (12+8):4=5, che è la risposta a un'altra espressione, quella con la parentesi.

  2. Approssimati alle centinaia, 2149 e 2194 danno lo stesso numero?

    • A No: 2149 dà 2100 e 2194 dà 2200
    • B Sì, tutti e due 2200
    • C Sì, tutti e due 2100
    • D No: 2149 dà 2200 e 2194 dà 2100
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: A. No: 2149 dà 2100 e 2194 dà 2200

    Conta solo la cifra delle decine: in 2149 è 4 e si va per difetto, in 2194 è 9 e si va per eccesso. Basta quella cifra a cambiare il risultato, e non serve guardare quello che viene dopo.

  3. Quale di queste operazioni non è commutativa?

    • A L'addizione
    • B La moltiplicazione
    • C Nessuna: lo sono tutte
    • D La sottrazione
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: D. La sottrazione

    12−3 fa 9, mentre 3−12 fra i numeri naturali non esiste. Anche la divisione non è commutativa; addizione e moltiplicazione invece lo sono, ed è per questo che la tavola pitagorica è simmetrica.

  4. Un'asse tagliata in 4 parti richiede quanti tagli?

    • A 4
    • B 2
    • C 3
    • D 5
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: C. 3

    I tagli sono sempre uno in meno dei pezzi: per 4 parti ne servono 3. È lo stesso conto dei pali di una staccionata, ma rovesciato: lì gli oggetti sono uno in più degli intervalli.

  5. Quanto vale 3⁢n+2 per n=4?

    • A 18
    • B 24
    • C 9
    • D 14
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: D. 14

    Prima il prodotto: 3·4=12, poi 12+2=14. 18 nasce da 3·(4+2), cioè dal sommare prima; 9 somma tutto, 3+4+2; 24 moltiplica tutto.

  6. Una configurazione regolare parte da 4 quadratini e ne aggiunge 3 a ogni passo. Quale legge dà il numero di quadratini della configurazione numero n?

    • A 4⁢n+3
    • B 3⁢n+1
    • C 3⁢n+4
    • D n+3
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: B. 3⁢n+1

    Per n=1 la legge deve dare 4 e per n=2 deve dare 7: 3·1+1=4 e 3·2+1=7. 3⁢n+4 è il tranello più comune, perché per n=1 dà già 7; 4⁢n+3 scambia il punto di partenza con la differenza fra un passo e l'altro.

  7. Perché 7:0 è impossibile mentre 0:7 si può fare?

    • A Perché lo zero non è un numero naturale
    • B Perché 7:0 fa zero e non serve a niente
    • C Perché nessun numero moltiplicato per 0 dà 7, mentre 7·0=0
    • D Perché la divisione si fa solo fra numeri diversi
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: C. Perché nessun numero moltiplicato per 0 dà 7, mentre 7·0=0

    Una divisione si verifica con la moltiplicazione. Per 7:0 servirebbe un numero che moltiplicato per zero dia 7, e non esiste; per 0:7 basta lo zero, perché 7·0=0.

  8. Perché conviene scrivere i passaggi uno per riga?

    • A Perché quando il risultato non torna si vede dove è nato l'errore
    • B Perché il risultato viene più preciso
    • C Perché altrimenti le parentesi cambiano ordine
    • D Perché è più veloce
    Vedi la risposta

    Risposta giusta: A. Perché quando il risultato non torna si vede dove è nato l'errore

    Non è una questione di ordine formale: una riga per passaggio lascia una traccia confrontabile, e l'errore si trova nel primo punto in cui due svolgimenti divergono. Vale per le espressioni e per i problemi allo stesso modo.

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